Per aprire un centro di demolizione auto è innanzitutto necessario ottenere un’apposita licenza che può essere richiesta alla propria questura di competenza. Per la richiesta della licenza è necessario compilare in ogni sua parte il modulo disponibile in questura e allegare i vari documenti elencati nel modulo.
Nel caso in cui la licenza venga erogata su di essa viene anche inserito il limite massimo di superficie che il centro di demolizione per l’auto può avere nonchè la quantità di materiale che può essere accumulato. Viene indicato anche il tempo massimo di detenzione entro il quale i materiale devono essere inviati alla demolizione. In ogni caso questo tempo massimo non può superare i 180 giorni.
Per aprire un centro di demolizioni è anche ovviamente necessario aprire partita iva isrcrivendosi o come ditta individuale oppure come società .
Se dunque le spese di un centro demolizione sono elevate i guadagni di un centro del tipo sono assai elevati e variegati. Un centro demolizione, oltre che dalle normali demolizioni trarra guadagno dalla vendita di pezzi usati. Occorre dunque considerare la possibilità di estendere il proprio mercato direttamente online o quantomeno su ebay.
In tale caso avremo infatti la possibilità di ‘esportare’ molti dei nostri prodotti anche oltre la nostra zona. Dati alla mano un negozio su ebay che si occupa di pezzi per auto arriva a vendere 20-30 prodotti al giorno in tutta Italia. complice anche la recente crissi, sono infatti sempre di più le persone che acquistano i pezzi delle proprie auto su internet e che ripiegano su pezzi usati o d’occasione.
Come vendere su ebay
Come lavorare con un ecommerce online
Secondo una statistica condotta direttamente da eBay sui comportamenti degli italiani all’interno di questo sito di e-commerce risulta che la merce maggiormente acquistata è quella informatica e tecnologica soprattutto DVD, i cellulari e le macchine fotografiche. Questo però per quanto riguarda l’intera penisola. I dati relativi ad ogni regione sono ben diversi e dimostrano uana certa territorialità nella vendita e negli acquisti fatti dal nostro popolo.
Vediamo allora come si comportano le varie regioni. Per quanto riguarda il Nord Italia
la Valle d’Aosta compra giocattoli
il Veneto compra soprattutto prodotti di erboristeria e vende il vino locale
la Liguria compra accessori per l’ufficio e vende creme solari
la Lombardia acquista soprattutto orologi da polso e fotocopiatrici e vende invece pigiami e camicie da notte
l’Emilia Romagna compra frutta fresca
il Friuli acquista abiti da sposa
il Piemonte compra soprattutto prodotti informatici
il Trentino Alto Adige acquista prodotti gastronomici come porchetta, salame e pancetta
Per quanto riguarda il Centro Italia
l’Umbria compra oggetti d’antiquariato e in modo particolare radio d’epoca e grammofoni
le Marche comprano soprattutto batterie
l’Abruzzo acquista vari strumenti musicali, chitarre classiche per prime
la Toscana compra scarpe da uomo e accessori per la tavola
il Lazio acquista soprattutto documentari e cd
Per quanto riguarda il Sud Italia
la Basilicata acquista soprattutto strumenti per il giardinaggio
la Puglia compra pannolini per bambini e accessori per lo scooter
il Molise acquista telecomandi e prodotti per la caduta dei capelli
la Campania vende lampadari, luci da esterno, citofoni e campanelli
la Calabria vende abiti da sposa
Per quanto riguarda le isole
la Sardegna acquista vini rossi e manuali di elettronica
la Sicilia compra piccoli elettrodomestici e vende occhiali da sole
Queste statistiche possono sembrare bizzarre ma sono un modo per sottolineare come stia cambiando con il passare del tempo il campo del commercio on line. Anche gli italiani si stanno spingendo sempre di più verso questa realtà cercando in essa non più solo le cose che non riescono a comprare nei negozi ma anche tutto ciò di cui hanno bisogno nella loro vita quotidiana.
Queste statistiche possono anche essere una buona base di partenza per coloro che vogliono vendere on line . E’ infatti possibile in questo modo conoscere l’andamento del mercato e della richiesta. La scelta migliore è quella di indirizzarsi sempre sugli oggetti più richiesti sul mercato. Per eliminare la concorrenza però è necessario scegliere oggetti che non sono offerti praticamente da nessuno o avere il migliore prezzo di ebay. Se soltanto noi possediamo qualcosa che le persone vogliono non dobbiamo infatti preoccuparci, il campo è completamente nostro. Per riuscire in questa impresa è necessario utilizzare lo strumento eBay pulse che permette di sapere quali sono i prodotti più venduti
seguire blog, portali e siti internet specifici di una determinata categoria per sapere quello che di giorno in giorno le persone cercano.
Come vendere su ebay
Come lavorare con un ecommerce online
La possibilità di svolgere il proprio lavoro nella propria abitazione rappresenta sicuramente una una nuova tipologia contrattuale di lavoro. Esso si avvale di strumenti telematici e informatici che permettono di sconfinare al di fuori dell’ambiente fisico rappresentato dagli uffici. Ingenti sono anche i risparmi economici sia dell’Azienda che riduce le spese costanti rappresentati da eventuali: affitti di macchinari e uffici, sia le spese variabili: luce, manutenzioni , riscaldamento. Anche il dipendente che svolge il lavoro all’interno della propria abitazione ricava una serie di vantaggi economici poichè non deve recarsi fisicamente in Azienda con la macchina o altro mezzo di trasporto. A livello legislativo il telelavoro viene disciplinato dall’ accordo quadro europeo (16/07/2002) al quale anche l’Italia ha aderito. Sostanzialmente si basa sul principio della volontarietà , ovvero intesa come scelta espressa da un accordo tra le parti. A livello di diritti coloro che lavorano a casa hanno gli stessi obblighi e tutela di chi si reca a lavoro. Come citato nella legge 626/94 che esprime l’ applicabilità di tale norma anche a questa tipologia di lavoro. Innumerevoli sono gli sforzi del Governo italiano per far decollare il telelavoro, si pensi ai vari bonus fiscali. Esso ridurrebbe anche l’inquinamento atmosferico delle città poichè i mezzi in circolazione tenderebbero a diminuire. Gli ostacoli che impediscono in Italia al telelavoro di affermarsi è¨ da imputare in primis alla struttura gerarchica delle Aziende che vogliono tenere sotto controllo diretto l’operato dei dipendenti ma anche altri fattori rafforzano questa tendenza d’ostacolo. Ad esempio la struttura economica italiana è¨ basata essenzialmente sull’industria manifatturiera che necessita della presenza fisica delle persone nell’Impresa. E’ da considerare anche l’aspetto psicologico che porta ad esse restii nei confronti del lavoro di casa perchè esso aumenterebbe l’ ansia dovuta all’isolamento sociale. Ovviamente sono aspetti che variano da soggetto a soggetto. Questi fattori influenzano sia il diritto che si avvale di poche leggi concrete e chiare applicabili al telelavoro sia dei contratti sindacali. Nei paesi scandinavi(Svezia, Olanda) un lavoratore su quattro(27/6%) lavora a casa.
In Italia nel 2007 erano 700 mila(3,2%) del totale degli occupati. Con l’avvento delle tecnologie moderne sempre più in espansione risulta plausibile una impennata nei prossimi anni della tendenza a lavorare in piena flessibilità ed autonomia a casa mutando tutto il panorama socio culturale ed economico mondiale.
Già in passato abbiamo visto come realizzare vendite su ebay, oggi vogliamo invece analizzare come aprire un negozio online ovvero un e-commerce
Nel caso in cui decidiamo di aprire un e-commerce online allora dovremo valutare alcune cose. In prima analisi ci sono due casi specifici ovvero quello in cui siamo già titolari di un’azienda predisposta al commercio e quindi alla rivendita di prodotti e il caso in cui non siamo un’attività che si occupa di commercio.
Nel secondo caso a differenza del primo dovreno infatti, attraverso documentazione preposta e il pagamento di circa 50 euro fra marche da bollo e bollettini, ottenere l’autorizzazione alla vendita e specificare se la nostra attività si svolge intorno al drogship(vendita di prodotti di terze persone che compreremo solo dopo la vendita) o se abbiamo un magazino con la merce. Dovremo inoltre specificare dove è situato il computer principale da dove svolgeremo la nostra attività .
Nel caso del drogship la nostra attività può anche essere svolta in un appartamento, incluso quello in cui viviamo.
Inoltre è il caso di calcolare che indipendentemente dalle nostre entrate pagheremo circa 2800 euro l’anno di Imps.
Una volta che ci siamo preoccupati di essere in regola dal punto di vista legale/fiscale dovremo occuparci della realizzazione del nostro portale. Al riguardo consiglio di rivolgersi ad un Seo esperto che potrà aiutarci nel posizionare le pagine del nostro sito sui motori di ricerca. Questi ci indicherà inoltre la migliore strategia per l’acquisto delle visite sui comparatori di prezzi e sul Pay per click di google denominato Adwords.
Il medesimo Seo inoltre ci consiglierà di cercare di avere dei contenuti il più originali possibili visto che questo requisito è fondamentale per ottenere un posizionamento del sito nella prima pagina di google. Ancora prima di tutto ciò questo Seo sarà in grado di consigliarci se è conveniente o meno aprire un e-commerce su internet. Spesso infatti mi sono personalmente imbattuto in persone che vogliono aprire un negozio online ma non valutano il fatto di avere dei prezzi troppo alti per affacciarsi su tale mercato. Volendo fare un esempio ancora più pratico sul mio e-commerce di videosorveglianza prima ancora di realizzare il sito mi sono preoccupato di creare le condizoni di vendita ai prezzi più bassi di tutta Italia e non solo. Nel caso in cui non si riesca a creare questa condizione consiglio di affiliarsi a ecommerce già attivi che ci daranno delle % per le vendite generate dal nostro sito.
Con internet è possibile trasformare un semplice hobby in un lavoro ben remunerato. Vediamo come. Molti registrano diversi video e postarli su You Tube. La differenza però la fa il fatto che solo un ristretto numero di utenti adsense si può registrare al programma, inaugurato indicativamente un anno fa da You Tube appunto. Tale programma consente di avere un guadagno per ogni video postato e visualizzato che al proprio interno contenga messaggi pubblicitari testuali oppure degli spot. Questi guadagni verranno poi condivisi tra chi ha realizzato il video e You Tube sulla base del numero di click generato. Se, chiaramente, il video in questione attira l’interesse i milioni di persone il guadagno potrà facilmente raggiungere migliaia di dollari al mese.
L’ostacolo più rilevante da superare però consiste nel fatto che su You Tube tutti i giorni milioni di persone postano i propri video e, di conseguenza, per far emergere i propri sugli altri, è necessario approntare una strategia di marketing vincente. Ad esempio gli sketch comici sono un ottimo modo per avere molte più visite della media. Risulta rilevante anche contattare aziende che hanno un marchio non necessariamente popolare e garantire la visibilità del marchio nei propri video postati cosa da avere anche dei guadagni derivanti non solo da You Tube ma anche dall’ azienda di cui ci si fa promotori. Il programma che ha attivato You Tube rappresenta un vantaggio per la stessa azienda californiana. You Tube infatti non potrebbe inserire messaggi promozionali su video che non essendo stati prodotti dall’azienda stessa sono gravati dal diritto d’autore. Tra tutti i video postati, infatti, solo il 3% da la possibilità di inserimento degli spot mentre la maggior parte restano vincolati dalle norme sul copyright. Questa nuova formula, invece, permette di aggirare la legge sul copyright dando reali possibilità di guadagno anche ai propri utenti. Cory Williams, per esempio, ogni mese, con questo metodo, riesce a guadagnare intorno ai 15 – 20 mila dollari al mese.
Google Adsense rappresenta una ghiotta opportunità di guadagno per gli esperti di posizionamento siti web sui motori di ricerca. Tuttavia dovete considerare che guadagnare cifre significative con google adsense non è proprio semplicissimo. Prima di poter avere l’equivalente di uno stipendio dovrete avere raggiunto quota 4000/5000 visite uniche al giorno. Basti calcolare che oltre il 50% degli affiliati non supera mediamente i 300/500 euro al mese.
Vediamo nel dettaglio come funziona il programma Adsense.
Il programma offre al titolare di un sito web di pubblicare sul medesimo sito annunci di testo o banner di prodotti attinenti all’argomento del suo sito. Un sito di assicurazioni visualizzerà quindi annunci e banner delle compagnie di assicurazioni e google ci retribuirà per ogni visitatore che dal nostro sito passa al sito dello ‘sponsor’.
Maggiore è l’attinenza del nostro sito con gli sponsor del settore e maggiori saranno le possibilità di ricevere click.
La domanda che sorge spontanea a questo punto è: ‘Ma io con adsense quanto guadagn’ per ogni visita ovvero click?’. Bhe rispondere a questa domanda non è facile se non quasi impossibile. A determinare il costo di ogni click sono molteplici fattori. Prima di tutto quanto l’utente paga il click. In Adsense infatti il costo di una visita è dato da un’asta in cui chi offre di più ha maggiore visibilità sul sistema stesso in termini di posizione. In termini pratici, immaginando che 5 compagnie di servizi assicurativi offrano rispettivamente 30, 25, 20, 18 e 16 centesimi per ogni visita con chiave ‘assicurazione economica’ allora questi compariranno in ordine decrescente di offerta. Chi offre di più sta in alto insomma. Se poi nel nostro sito ospitiamo solo un insieme di annunci che ci permette di visualizzare al massimo 3 annunci allora il sistema visualizza solo gli annunci delle prime tre compagnie escludendo le ultime due. Questo ovviamente vale come principio base. Infatti a determinare la qualità dei nostri annunci subentra anche la capacità del nostro sito di tradurre in vendite i click. Ancora una volta un esempio pratico. Immaginiamo di avere un sito che faccia 2000 visite al giorno e che il 7% delle visite si traducano in click utili, google ci ‘passerà ’ annunci di un livello più o meno costoso secondo quante vendite hanno effettuato le compagnie sulla base delle 140 visite arrivate dal nostro sito.
Ciò fa si che anche nel medesimo settore un click ci venga retribuito da 0,01 centesimi a 5,00 euro, sebbene il massimo che abbia ricevuto io è di 2,78 euro con un click. Mediamente una visita viene comunque retribuita 10/20 centesimi e sono isolati i settori con ecpm maggiore.
A determinare quanto guadagniamo con adsense sono quindi:
-Il numero delle visite
-La qualità delle visite
-L’argomento del sito
Fonte : Google adsense
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