La possibilità di svolgere il proprio lavoro nella propria abitazione rappresenta sicuramente una una nuova tipologia contrattuale di lavoro. Esso si avvale di strumenti telematici e informatici che permettono di sconfinare al di fuori dell’ambiente fisico rappresentato dagli uffici. Ingenti sono anche i risparmi economici sia dell’Azienda che riduce le spese costanti rappresentati da eventuali: affitti di macchinari e uffici, sia le spese variabili: luce, manutenzioni , riscaldamento. Anche il dipendente che svolge il lavoro all’interno della propria abitazione ricava una serie di vantaggi economici poiché non deve recarsi fisicamente in Azienda con la macchina o altro mezzo di trasporto. A livello legislativo il telelavoro viene disciplinato dall’ accordo quadro europeo (16/07/2002) al quale anche l’Italia ha aderito. Sostanzialmente si basa sul principio della volontarietà, ovvero intesa come scelta espressa da un accordo tra le parti. A livello di diritti coloro che lavorano a casa hanno gli stessi obblighi e tutela di chi si reca a lavoro. Come citato nella legge 626/94 che esprime l’ applicabilità di tale norma anche a questa tipologia di lavoro. Innumerevoli sono gli sforzi del Governo italiano per far decollare il telelavoro, si pensi ai vari bonus fiscali. Esso ridurrebbe anche l’inquinamento atmosferico delle città poiché i mezzi in circolazione tenderebbero a diminuire. Gli ostacoli che impediscono in Italia al telelavoro di affermarsi è da imputare in primis alla struttura gerarchica delle Aziende che vogliono tenere sotto controllo diretto l’operato dei dipendenti ma anche altri fattori rafforzano questa tendenza d’ ostacolo. Ad esempio la struttura economica italiana è basata essenzialmente sull’industria manifatturiera che necessita della presenza fisica delle persone nell’Impresa. E’ da considerare anche l’aspetto psicologico che porta ad esse restii nei confronti del lavoro di casa perché esso aumenterebbe l’ ansia dovuta all’ isolamento sociale. Ovviamente sono aspetti che variano da soggetto a soggetto. Questi fattori influenzano sia il diritto che si avvale di poche leggi concrete e chiare applicabili al telelavoro sia dei contratti sindacali. Nei paesi scandinavi(Svezia, Olanda) un lavoratore su quattro(27/6%) lavora a casa.
In Italia nel 2007 erano 700 mila(3,2%) del totale degli occupati. Con l’ avvento delle tecnologie moderne sempre più in espansione risulta plausibile una impennata nei prossimi anni della tendenza a lavorare in piena flessibilità ed autonomia a casa mutando tutto il panorama socio culturale ed economico mondiale.
Già in passato abbiamo visto come realizzare vendite su ebay, oggi vogliamo invece analizzare come aprire un negozio online ovvero un e-commerce
Nel caso in cui decidiamo di aprire un e-commerce online allora dovremo valutare alcune cose. In prima analisi ci sono due casi specifici ovvero quello in cui siamo già titolari di un’azienda predisposta al commercio e quindi alla rivendita di prodotti e il caso in cui non siamo un’attività che si occupa di commercio.
Nel secondo caso a differenza del primo dovreno infatti, attraverso documentazione preposta e il pagamento di circa 50 euro fra marche da bollo e bollettini, ottenere l’autorizzazione alla vendita e specificare se la nostra attività si svolge intorno al drogship(vendita di prodotti di terze persone che compreremo solo dopo la vendita) o se abbiamo un magazino con la merce. Dovremo inoltre specificare dove è situato il computer principale da dove svolgeremo la nostra attività.
Nel caso del drogship la nostra attività può anche essere svolta in un appartamento, incluso quello in cui viviamo.
Inoltre è il caso di calcolare che indipendentemente dalle nostre entrate pagheremo circa 2800 euro l’anno di Imps.
Una volta che ci siamo preoccupati di essere in regola dal punto di vista legale/fiscale dovremo occuparci della realizzazione del nostro portale. Al riguardo consiglio di rivolgersi ad un Seo esperto che potrà aiutarci nel posizionare le pagine del nostro sito sui motori di ricerca. Questi ci indicherà inoltre la migliore strategia per l’acquisto delle visite sui comparatori di prezzi e sul Pay per click di google denominato Adwords.
Il medesimo Seo inoltre ci consiglierà di cercare di avere dei contenuti il più originali possibili visto che questo requisito è fondamentale per ottenere un posizionamento del sito nella prima pagina di google. Ancora prima di tutto ciò questo Seo sarà in grado di consigliarci se è conveniente o meno aprire un e-commerce su internet. Spesso infatti mi sono personalmente imbattuto in persone che vogliono aprire un negozio online ma non valutano il fatto di avere dei prezzi troppo alti per affacciarsi su tale mercato. Volendo fare un esempio ancora più pratico sul mio e-commerce di videosorveglianza prima ancora di realizzare il sito mi sono preoccupato di creare le condizoni di vendita ai prezzi più bassi di tutta Italia e non solo. Nel caso in cui non si riesca a creare questa condizione consiglio di affiliarsi a ecommerce già attivi che ci daranno delle % per le vendite generate dal nostro sito.
Parliamo indubbiamente di un fenomeno in continua espansione in tutto il mondo come in Italia. L’indagine condotta dall’agenzia Research International indica che nel nostro paese in soli due anni è raddoppiato il numero di utenti che sono diventati a tutti gli effetti degli ebayer; da 8030 che erano hanno raggiunto la considerevole cifra di 16.500. Ma non solo i privati si stanno aprendo a questa innovativa forma di business. Anche molte aziende per vendere i propri prodotti fanno ormai ricorso ad eBay tanto da assumere collaboratori impiegati apposta per supportare l’attività di vendita online tramite annunci. In ogni caso per i privati le vendite occasionali su eBay rappresentano, per i più, un quarto delle entrate, contribuendo così ad aumentare in modo sostanziale le entrate familiari. I settori che trovano in eBay un importante vetrina commerciale sono Audio/TV/Elettronica per il 21%, Informatica e Palmari per il 20%, Abbigliamento e Accessori per il 17% e Auto/Moto/Scooter per un altro 17%. Solitamente come ebayer si inizia a vendere gli oggetti che non utilizziamo più in casa. Quando però la merce superflua svanisce, allora, volendo continuare ad ottenere un guadagno è necessario trovare merce a buon mercato diventando un broker. Ovvero un individuo che compra stock di qualsiasi genere di merce ad un costo decisamente basso per poi rivenderlo nel proprio negozio virtuale. Dopo aver acquisito poi una sostanziosa esperienza su eBay come venditore diretto, è possibile intraprendere anche la strada di Assistente alle compravendite. Questo genere di professionalità, dietro compenso, aiuta gli accounters inesperti a vendere i propri prodotti. Questo potrà garantire di risparmiare tempo, di avere il parere di un esperto e di avere un guadagno più immediato senza ostacoli dati appunto dalla mancanza di esperienza. Per l’eBayer alla prima esperienza come detto tutto inizierà da un’occhiata in casa. Le probabilità di vendere un oggetto aumentano esponenzialmente in rapporto alla condizioni del medesimo, anche se ci sono oggetti che trovano un acquirente più facilmente di altri. Ci sono poi altri oggetti di cui eBay vieta o limita la vendita, ma gli assistenti alle vendite hanno l’elenco dei suddetti. Nello stesso sito poi si trova l’elenco degli assistenti alle compravendite. Dopo aver rintracciato quello che opera nella propria zona bisognerà analizzare il profilo dell’assistente, vedere i suoi settori di competenza, le tariffe e suoi termini di compravendita. Dare un’occhiata ai feedback accumulati dagli utenti con cui precedentemente aveva concluso degli affari. Cliccando poi sul link “Oggetti in vendita” per visionare gli oggetti che sta vendendo in quel momento e su “Numeri oggetto” per quelli venduti in passato. Una volta selezionato procedere al primo contatto pianificando tariffe e condizioni. Importante però sottolineare che gli Assistenti alle compravendite non sono dipendenti di eBay ed esercitano la propria attività in modo autonomo; per questo è bene scegliere con buon senso.
Descrizione Strumenti Ebay
Scambio File Ebay – Si tratta di uno strumento di vendita utilizzato da chi è abituato a grandi volumi di vendita. E’ possibile caricare il magazzino in Ebay mediante l’uso di un file in formato .csv. Per poter utilizzare questo programma è necessario essere un utente registrato da almeno 90 giorni. Bisogna inoltre aver messo in vendita almeno 50 oggetti al mese considerando gli ultimi due mesi.
Gestore delle foto – Serve per inserire le foto nelle proprie inserzioni, risparmiando tempo. Questo servizio con un costo base di 2 €, permettere di aggiungere più foto su un’unica inserzione senza tariffe aggiuntive.
Analisi del mercato di Ebay – Questa opzione serve ai venditori per capire se esiste una reale domanda per l’oggetto che si vuole mettere in vendita. Si potrà così analizzare il prezzo di partenza e di vendita di un qualsiasi oggetto. Oltre a controllare le parole chiave più cliccate.
Analisi delle vendite – Questo è uno strumento gratuito che consente di tenere sotto controllo le proprie attività su Ebay fornendo i dati sull’andamento delle vendite effettuate in un determinato lasso di tempo.
Analisi delle vendite Plus – In aggiunta all’analisi delle vendite ci sono anche informazioni sulle inserzioni e gli oggetti nel riepilogo delle vendite. Si possono controllare le statistiche delle vendite per categoria. Ed è anche presente il riepilogo delle richieste per “oggetto non pagato”. Al termine di 30 giorni di prova è possibile usufruire di tale servizio per una tariffa mensile di 2,95 €.
Gestore delle vendite Plus – E’ uno strumento che abbina la gestione delle vendite alla creazione di raccolte di inserzioni ne “il mio Ebay”. Questo consente la gestione del magazzino oltre a visionare le statistiche sulle inserzioni. Dopo i primi 30 giorni di prova il prezzo sarà di 3,95 mensili.
Gestore delle vendite – Rispetto al precedente è meno completo ma è gratuito per tutte le fasi della transazione. E’ possibile rimettere in vendita gli oggetti venduti e quelli non venduti in una volta sola. Inoltre la cronologia delle vendite permette di esportare i dettagli delle vendita. Mentre l’opzione “Feedback in massa” consente di inviare più feedback a più acquirenti in una sola mossa.
Toolbar eBay – Questa funzione rende più semplice comprare o vendere un oggetto. In più si riceve un promemoria utile per controllare la scadenza dell’inserzione, determinante per aggiudicarsi un oggetto. Questo strumento è aperto anche a chi non è un utente eBay anche se per queste categorie le sue funzionalità sono ridotte.
Turbo Lister – Strumento gratuito per chi ha consistenti volumi di vendita. E’ possibile selezionare una nutrita serie di modelli e layout predefiniti per realizzare inserzioni più accattivanti. Inoltre con l’Anteprima delle inserzioni si può visionare le proprie inserzioni prima di pubblicarle senza collegamento al web. Consente anche di programmare l’uscita delle inserzioni per trovare i tempi di vendita più vantaggiosi.
Con internet è possibile trasformare un semplice hobby in un lavoro ben remunerato. Vediamo come. Molti registrano diversi video e postarli su You Tube. La differenza però la fa il fatto che solo un ristretto numero di utenti adsense si può registrare al programma, inaugurato indicativamente un anno fa da You Tube appunto. Tale programma consente di avere un guadagno per ogni video postato e visualizzato che al proprio interno contenga messaggi pubblicitari testuali oppure degli spot. Questi guadagni verranno poi condivisi tra chi ha realizzato il video e You Tube sulla base del numero di click generato. Se, chiaramente, il video in questione attira l’interesse i milioni di persone il guadagno potrà facilmente raggiungere migliaia di dollari al mese.
L’ostacolo più rilevante da superare però consiste nel fatto che su You Tube tutti i giorni milioni di persone postano i propri video e, di conseguenza, per far emergere i propri sugli altri, è necessario approntare una strategia di marketing vincente. Ad esempio gli sketch comici sono un ottimo modo per avere molte più visite della media. Risulta rilevante anche contattare aziende che hanno un marchio non necessariamente popolare e garantire la visibilità del marchio nei propri video postati così da avere anche dei guadagni derivanti non solo da You Tube ma anche dall’azienda di cui ci si fa promotori. Il programma che ha attivato You Tube rappresenta un vantaggio per la stessa azienda californiana. You Tube infatti non potrebbe inserire messaggi promozionali su video che non essendo stati prodotti dall’azienda stessa sono gravati dal diritto d’autore. Tra tutti i video postati, infatti, solo il 3% da la possibilità di inserimento degli spot mentre la maggior parte restano vincolati dalle norme sul copyright. Questa nuova formula, invece, permette di aggirare la legge sul copyright dando reali possibilità di guadagno anche ai propri utenti. Cory Williams, per esempio, ogni mese, con questo metodo, riesce a guadagnare intorno ai 15 – 20 mila dollari al mese.
In alternativa al pay per click possiamo decidere di utilizare il pay per action. Tale sitema prevede tre tipologie di azieoni che producono guadagno.
- I click (pochssimi in realità non essendo molti i venditori che adottano tale metodologia di promozione si tradedoubler o zanox),
- I pay per vendita , lo sponsor ci paga per ogni vendita realizzata ad un utente che proviene dal nostro sito.
- Il pay per form, in cui lo sponsor ci paga per ogni compliazaione di una form per la richiesta di informazioni sui prodotti in vendita da parte di un utente.
In quest ultimo caso siamo pagati sia in caso di vendita o meno del prodotto.
I leader del settore sono i già citati sopra Zanox e Tradedoubler.
Google Adsense rappresenta una ghiotta opportunità di guadagno per gli esperti di posizionamento siti web sui motori di ricerca. Tuttavia dovete considerare che guadagnare cifre significative con google adsense non è proprio semplicissimo. Prima di poter avere l’equivalente di uno stipendio dovrete avere raggiunto quota 4000/5000 visite uniche al giorno. Basti calcolare che oltre il 50% degli affiliati non supera mediamente i 300/500 euro al mese.
Vediamo nel dettaglio come funziona il programma Adsense.
Il programma offre al titolare di un sito web di pubblicare sul medesimo sito annunci di testo o banner di prodotti attinenti all’argomento del suo sito. Un sito di assicurazioni visualizzerà quindi annunci e banner delle compagnie di assicurazioni e google ci retribuirà per ogni visitatore che dal nostro sito passa al sito dello ’sponsor’.
Maggiore è l’attinenza del nostro sito con gli sponsor del settore e maggiori saranno le possibilità di ricevere click.
La domanda che sorge spontanea a questo punto è: ‘Ma io con adsense quanto guadagn’ per ogni visita ovvero click?’. Bhe rispondere a questa domanda non è facile se non quasi impossibile. A determinare il costo di ogni click sono molteplici fattori. Prima di tutto quanto l’utente paga il click. In Adsense infatti il costo di una visita è dato da un’asta in cui chi offre di più ha maggiore visibilità sul sistema stesso in termini di posizione. In termini pratici, immaginando che 5 compagnie di servizi assicurativi offrano rispettivamente 30, 25, 20, 18 e 16 centesimi per ogni visita con chiave ‘assicurazione economica’ allora questi compariranno in ordine decrescente di offerta. Chi offre di più sta in alto insomma. Se poi nel nostro sito ospitiamo solo un insieme di annunci che ci permette di visualizzare al massimo 3 annunci allora il sistema visualizza solo gli annunci delle prime tre compagnie escludendo le ultime due. Questo ovviamente vale come principio base. Infatti a determinare la qualità dei nostri annunci subentra anche la capacità del nostro sito di tradurre in vendite i click. Ancora una volta un esempio pratico. Immaginiamo di avere un sito che faccia 2000 visite al giorno e che il 7% delle visite si traducano in click utili, google ci ‘passerà’ annunci di un livello più o meno costoso secondo quante vendite hanno effettuato le compagnie sulla base delle 140 visite arrivate dal nostro sito.
Ciò fa si che anche nel medesimo settore un click ci venga retribuito da 0,01 centesimi a 5,00 euro, sebbene il massimo che abbia ricevuto io è di 2,78 euro con un click. Mediamente una visita viene comunque retribuita 10/20 centesimi e sono isolati i settori con ecpm maggiore.
A determinare quanto guadagniamo con adsense sono quindi:
-Il numero delle visite
-La qualità delle visite
-L’argomento del sito
Fonte : Google adsense
Tenete presente che il seguente sondaggio è stato realizzato su forum GT, frequentato da persone molto esperte del settore SEO Sondaggio guadagni adsense