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Aprire una scuola di musica e canto. Costi e qualifiche.

Avviare una scuola di musica e canto può  raffigurare, per molti, una buona opportunità  sia per dare libero sfogo alle proprie passioni, sia per trasformare queste ultime in un vero e proprio lavoro. Può essere un’ottima attività  imprenditoriale, ma per poter far questo ed operare in maniera concorrenziale sul libero mercato, dovrete essere in grado di soddisfare le aspettative dei vostri utenti, prima ancora di occuparsi di insegnare ed educare alla musica.
Gestire una scuola di musica e canto permette di organizzare corsi di musica e canto seguendo percorsi didattici molto elastici, accontentando le esigenze di tutti, le proprie, quelle degli insegnanti e quelle degli utenti.
Gli investimenti iniziali dovrebbero essere molto onerosi , ma i ritorni economici, invece, potrebbero essere potenzialmente interessanti, soprattutto se ci si affida a dei validi insegnanti, qualificati e preparati, che aumenteranno la credibilità  della scuola. Inizialmente dovrete trovare una struttura adatta ad ospitare la scuola e sicuramente dovrete apportare delle modifiche strutturali, prima fra tutte, insonorizzare le stanze. Dopo provvederete ad acquistare tutta l’attrezzatura necessaria: strumenti di base, spartiti, leggii, lavagne, e molto altro.
A livello organizzativo aprire una scuola di musica è molto semplice. Prima di tutto bisognerà  comunicare al comune l’inizio delle attività , allegando il certificato di agibilità  dei locali che viene rilasciata dall’asl competente. Ovviamente sarà  necessario rivolgersi al comune in cui sorgerà  la scuola, per richiedere quali certificazioni bisogna presentare, dato che alcune norme richieste cambiano da comune a comune.
Nel caso in cui la scuola superi i 400 metri quadrati, sarà  indispensabile anche l’autorizzazione dei vigili del fuoco. Non dimenticate che avrete la necessità  di possedere la partita IVA, per ottenerla dovrete iscrivervi al registro delle imprese alla camera di commercio, pagare l’inps e l’INAIL. Sarà  necessario pagare anche la Siae per avere l’autorizzazione di diffondere la musica.
Per quanto riguarda i prezzi, da applicare sia per compensare il lavoro degli insegnanti, sia come corrispettivo delle lezioni svolte, dovrete scoprire che prezzi applica la concorrenza, e capire quanto le persone sono disposte a spendere per imparare ad utilizzare uno strumento musicale.

Come si coltiva lo zafferano. Costi e guadagni

La parola zafferano (Crocus sativus), deriva  dall’arabo “giallo”.  Lo zafferano fa parte della famiglia delle Iridacee, ha un unico fiore viola, con foglie lanceolate e fiorisce in autunno. Dallo stimma trifido si ottiene la spezia dello “zafferano”, che viene adoperata per la maggiore in cucina ed in alcuni composti medicinali.
La sua coltivazione negli ultimi anni è¨ una delle più fruttuose, poichè questa e’ una spezia molto gradita grazie al suo sapore e al suo caratteristico colore, che dona a tutte le pietanze quell’ inconfondibile pigmento giallo- oro. La sua è  una coltivazione non poco impegnativa. Le colture di zafferano più estese in Italia si trovano nelle Marche in Abruzzo e in Sardegna.
Come abbiamo detto dedicarsi alla coltura dello zafferano richiede impegno e passione, ma a lungo termine vi permetterà  di ricavare grandi risultati, soprattutto in campo economico, dato che i pistilli di zafferano sono molto ricercati.
Prima di dedicarsi alla coltivazione vera e propria, bisognerà prendere in considerazione la scelta del terreno, che dovrà essere molto drenante, in modo da non creare ristagni d’acqua, che altrimenti potrebbero danneggiare i bulbi. Di conseguenza, questa è una pianta che non necessita di troppa acqua.
Il terreno va preparato con letame ed addizionato con nitrogeno, potassio e magnesio. I cormi dello zafferano vanno piantati verso la fine di giugno ad una distanza di 15 cm uno dall’altro e devono essere collocati in profondità . La raccolta parte da parte da metà Ottobre fine alla fine del mese , si effettua la mattina presto, e soprattutto a mano, facendo attenzione a non rovinare lo stimma. Nello stesso giorno della raccolta, bisognerà  asportare i tre stimmi, che dovranno essere essiccati per la conservazione, ad una fonte di calore intorno ai 50 gradi Centigradi.
Solitamente il prezzo dei bulbi di Crocus Sativus variano da 0,30 € 0,80 € cadauno. La sua lavorazione, totalmente manuale, spiega il suo alto costo: pensate che per avere un chilogrammo di prodotto finito occorrono dai 120.000 ai 150.000 fiori, e che solitamente, lo zafferano si trova in commercio in bustine da un grammo.
E’ una coltura molto redditizia visto che il costo al grammo può variare dagli 8.00 €  ai 16,00 € . In genere per ottenere circa 10 gr di prodotto finito saranno sufficienti circa 300-350 bulbi su una superficie di 10-12 metri quadri di terreno.
Lo zafferano di importazione è decisamente meno caro di quello prodotto in Italia e le ragioni sono diverse. Nei Paesi mediterranei e asiatici, si adotta una coltivazione poliennale, la manodopera ha un costo decisamente minore e, la raccolta e l’ essiccazione non si possono definire particolarmente attente.

Come aprire una tabaccheria e chidere una licenza tabacchi

Chi ha intenzione di aprire una tabaccheria ha due possibilità  da seguire: una è¨ quella di rilevare la licenza di una tabaccheria. La seconda scelta, ed anche la più  fastidiosa in termini burocratici, è quella di avviare una tabaccheria partendo da zero.
Per quanto riguarda la prima possibilitù , ovviamente dovrete ricercare una tabaccheria in vendita, ed è  questo il passo più difficile. Bisognerà  non fare altro che acquistare la relativa licenza rilasciata dai monopoli di stato. Il costo del locale oppure il suo relativo affitto (qualora la struttura non fosse in vendita), sommato al costo della licenza variano a seconda di diversi fattori, prima fra tutti il luogo di ubicazione ed il fatturato del tabacchino.
Per quanto riguarda la seconda scelta, ossia aprire una tabaccheria propria, si presenta più complicata. Incominciamo dalla cosa più  semplice, ossia procurarsi la partita IVA, per ottenerla dovrete iscrivervi al registro delle imprese alla camera di commercio, pagare l’inps e l’INAIL.
L’incombenza più fastidiosa, sarà, invece, ottenere la licenza. La licenza è obbligatoria e viene rilasciata dai monopoli di stato. Il suo rilascio è condizionato dal soddisfacimento di determinate richieste, quali la zona e le distanze. La zona deve essere libera e non vi devono essere tabaccherie nelle immediate vicinanze, le distanze variano in base alla popolazione del comune. Altro presupposto da soddisfare per ottenere la licenza è quello della produttività, che viene calcolata sulla base dei guadagni, ottenuti nell’anno precedente, dalle tre rivendite più vicine. Dovrete inviare una domanda in carta semplice all’ufficio regionale di Aams competente entro il primo trimestre dell’anno in cui si fa la richiesta.
Nella domanda dovranno essere presenti tutti i recapiti, l’ubicazione del locale da avviare a tabaccheria, e le tre tabaccherie più vicine, riportandone il numero identificativo. Se vengono rispettati i requisiti, l’ufficio regionale preposto, procede al rilascio della licenza. Anche qui però bisogna rispettare determinati presupposti: l’ufficio regionale preposto rilascia la licenza tramite concorso nei comuni con una popolazione inferiore a 30.000 abitanti, e con un’asta pubblica nei comuni con una popolazione di almeno 30.000 abitanti. In caso di equivalenza, la licenza viene affidata o a chi possiede il maggior numero di familiari a carico o a chi ha presentato il locale commerciale più idoneo. Qualora l’asta avesse esito negativo, l’assegnazione della licenza si effettua tramite la rivendita di tabacchi al miglior offerente.

Come aprire una scuola privata iter e costi

La nostra legislazione italiana permette a tutti i cittadini di poter aprire una scuola non statale ma autorizzata dalle autorità  preposte.
Cercheremo di approfondire quali sono i requisiti nonchè l’iter burocratico da seguire qualora il nostro intento fosse proprio quello dare inizio ad un istituto d’insegnamento.
In primis dobbiamo ottenere tutte le autorizzazioni e certificazioni. Facendo domanda agli uffici dell’ASL di competenza territoriale chiedendo la certificazione di idoneità  dei locali dove si intende svolgere la propria attività .
L’ASL fa sottoporre, mediante visite e accertamenti medici, tutti i dipendenti dell’ attività  di modo che si attesti l’idoneità  fisica .
Nel momento in cui abbiamo ottenuto le varie certificazioni ASL ci prodigheremo a formulare una istanza alla Direzione didattica Statale competente. Qualora si tratti di aprire una scuola elementare o materna. Mentre qualora il nostro intento fosse quello di aprire un asilo nido ( fino ai 3 anni di età ). Basta compilare i preposti moduli che forniranno a sua volta i vari Enti a cui facciamo fede.
In genere verrà  chiesto di specificare il numero delle classi, elenchi degli alunni e altre informazioni.
Il nostro Iter a questo punto è completato e potremo liberamente dare inizio alla nostra scuola.
Per ottenere la parificazione inoltreremo una domanda entro e non oltre il 31 dicembre di ogni anno al Provveditorato . ricordando di allegare una serie di documentazioni ( atto costitutivo di società  di gestione, contratto individuale dl personale, idoneità  dei locali).
In ultimo riguardo al personale dobbiamo tener presente che i dipendenti dovranno avere :
- diploma scuola magistrale
- attestazione di superamento del concorso scuola materna.
Ogni dipendente a sua volta dovrà  compilare una certificazione che riporta una serie di dati ( dati anagrafici, titolo studi ecc.).

Vediamo ora quanto costa aprire una scuola privata:
Ogni dipendente a sua volta dovrà  compilare una certificazione che riporta una serie di dati ( dati anagrafici, titolo studi ecc.).
Per quanto riguarda l’investimento economico per aprire una scuola privata è abbastanza esoso. Queste spese riguardano l’affitto o acquisto dell’immobile adatto, ristrutturazione, richieste perizie tecniche per la destinazione urbanistica, richiesta certificato antincendio, adeguamento della struttura alle norme di sicurezza.
Al fine di avere le quotazione per tipologia dell’immobile possiamo consultare la banca dati dell’Agenzia del Territorio (Agenziaterritorio.it). riportiamo al fine di comprenderne le spese un esempio.
Mettiamo caso che abbiamo preso in considerazione un edificio di 1000 mq a 2500 euro a mq a Milano. Il costo sarebbe di 2 milioni e mezzo di euro. qualora intendessimo affittare ( a 12 euro a mq) il locale arriveremmo a 12 mila euro mensili.
Per arredare la scuola spenderemmo : un banco biposto per scuola elementare ha un costo di circa 140 euro ( esclusa Iva). mentre il banco biposto scuola media e superiore ha una maggiorazione di altri 7 euro. una cattedra andremmo a spendere circa 185 euro senza Iva.
Le sedie andrebbero a costare circa 30 euro ciascuna mentre la lavagna ha un costo di 85 euro.
A queste spese andremo a spendere ancora dei soldi per arredare una sala informatica.
In ultimo possiamo dire che è  bene cercare di reperire una certa quantità  di soldi da investire. Si può tranquillamente far riferimento ad un finanziamento ed a una serie di agevolazioni, nonchè stanziamenti che il governo a messo a disposizione per tutti coloro che aprono delle attività .

Come si diventa commercialista

Diciamo subito che essere a tutti gli effetti un dottore commercialista bisogna seguire un iter abbastanza impegnativo. Ma questo non deve indurci a non provarci, anzi come vedremo studiando odo efficace si possono avere grandi risultati in questo campo.
Innanzi tutto dobbiamo dire che il Commercialista è una figura professionale occupata nel campo commerciale, tributario, finanziario ed economico.
Detto ciò vediamo insieme cosa intraprendere per svolgere questa professione.
Subito dopo aver terminato gli studi superiori bisogna iscriversi alla facoltà di Economia e Commercia nell’ università da te più vicina o preferita. Il corso prevede quattro anni da seguire in modo meticoloso svolgendo in modo ottimale gli esami che di volta in volta sono previsti . in questo modo non perderemo anni inutilmente mettendo a rischio la nostra carriera universitaria.
Dopo aver conseguito la laurea bisogna svolgere la pratica professionale in uno studio commercialista ( scritto all’albo) che ha durata di tre anni.
Prima di iniziare tale periodo dovremo recarci all’Ordine professionale e scriverci nella lista dei praticanti. alla fine del periodo di pratica previsto, bisogna nuovamente ritornare all’Ordine professionale e consegnare la certificazione di compimento del periodo di pratica.
Ancora dovremo fare un ultimo sforzo preparandoci per l’esame che sosterremo per l’ abilitazione alla professione.
In genere essa è  formata da tre prove scritte , dalle quali una sarà   di carattere pratico, ed una prova orale.
Il punteggio per superare tale prove sarà  per ognuna di essa di 6/10.
Dopodichè saremo a tutti gli effetti dei Commercialisti.

Vedi: Corsi roma per esame commercialista

Come raggiungere i nostri obiettivi

Tutti noi abbiamo dei sogni che vorremmo realizzare. Che siano grandi o piccoli, non ha importanza, l’importante è raggiungere tale obiettivo.

Una volta individuato il vostro obiettivo dobbiamo darci da fare, altrimenti si potrebbe rimanere nel mondo dei sogni, trovare tutti i tipi di scuse e alla fine quando non lo si raggiunge diventare depresso. Con un po’ di pianificazione, la realizzazione del nostro obiettivo può essere un compito semplice.
A tal proposito seguire questi semplici passaggi può essere di aiuto nella realizzazione del vostro obiettivo.
1. Innanzitutto la prima cosa da fare  è  vedere se il vostro obiettivo è realizzabile. Probabilmente se decidiamo di volerci fare crescere le ali, si potrebbe restare delusi velocemente.

2. Assicurarsi che quello che vogliamo raggiungere lo si sta facendo per se stessi, non per compiacere qualcun altro o per necessità , perchè potreste non essere in grado di durare fino al raggiungimento dell’obiettivo stesso.

3. Assicurarsi inoltre che dietro questo obiettivo non si nasconde un bisogno più  profondo. Questo può  nascondere un disagio più profondo nella vita personale, e una scelta più  radicale potrebbe essere necessaria.

4. Una volta che avete deciso qual è il vostro obiettivo è¨ necessario impegnarsi per raggiungerlo. Quindi bisogna impegnarsi e promettere a se stessi di fare tutto ciò  che serve per raggiungere il vostro obiettivo.

5. Dovrete creare il vostro piano d’azione. Quindi potrebbe essere necessario dividere il vostro obiettivo in sotto-obiettivi. Ciò  potrebbe implicare l’apprendimento di nuove competenze e rendersi conto che vi piace veramente quello che state facendo.

6. Per aiutarvi lungo la strada, è  necessario che riceviate anche un aiuto affinchè possiate andare fino in fondo per il raggiungimento del vostro obiettivo. Potrebbe essere necessario l’ aiuto dei vostri amici, stabilire delle regole, o qualcosa che vi faccia ricordare perchè si sta facendo tutto questo, e ricordare la sensazione di gioia che si è  avvertita quando avete deciso di raggiungere tale obiettivo.

7. Infine, ultimo passaggioè  assicurarsi di migliorare nel raggiungimento del vostro obiettivo, cosè  come il vostro progetto progredisce nel corso del tempo.

In conclusione, la cosa da tenere a mente per raggiungere i vostri obiettivi è innanzitutto di avere la giusta dose di amore in se stessi, di sentire di meritarsi di avere successo. Ricordate che tutto il percorso effettuato per raggiungere il vostro obiettivo è  importante tanto quanto il successo stesso.

Costi e consigli per aprire un ristorante a domicilio

Introduzione
Il mercato della ristorazione in Italia così come in altre parti del mondo è sempre più saturo. Però questo non vuole dire che chi ha il desiderio di fare diventare la propria passione per la cucina o la ristorazione in generale, in un business non possa farlo.
Per rendere però redditizia un’attività del genere è necessario reinventare e modificare il concetto base di ristorante. Innanzitutto bisogna tener conto delle mutate esigenze e dei ritmi diversi che la nuova società impone a tutti. I tempi sempre ristretti impediscono alle persone di poter godere un pasto in tranquillità.
In quest’ottica si comprende la nascita di un numero sempre maggiore di fast food in cui il cliente ordina un semplice pasto e lo consuma o nel locale stesso oppure a casa. Perché ci si affida ai fast food? Beh sostanzialmente per i costi contenuti e per la velocità di preparazione e consumazione.
In che modo quindi è possibile unire le due cose per andare incontro alle esigenze dei clienti che sono sempre più di fretta ma che al tempo stesso hanno bisogno di alimenti di qualità superiore a quelli offerti nei fast food? La risposta è creare un ristorante/fast food a domicilio. Per rendere inoltre il servizio ancora più completo e professionale, all’attività svolta all’interno del locale, è possibile affiancare un servizio di catering a domicilio attraverso il quale un cuoco professionista si reca al domicilio del cliente e prepara un pranzo/cena secondo le richieste specifiche del cliente accompagnato da un o più camerieri per servire le pietanze tra i commensali.
Tutto questo è fattibile ma per evitare di ritrovarsi indebitati, è bene pianificare un buon piano finanziario per valutare tutte le spese iniziali che andranno sostenute per svolgere tale attività. Tale piano finanziario (il cosiddetto Business plan) servirà non solo a voi per comprendere i reali costi cui andrete incontro, ma potrà e dovrà essere presentato ai potenziali finanziatori (banche e/o investitori privati) cui vorrete rivolgervi per ottenere i fondi necessari per dare avvio alla vostra nuova attività.

Quali sono i costi per l’avvio di un ristorante/fast food?
Per poter valutare i costi necessari per avviare tale tipologia di attività è necessario tenere a mente alcune cose.

1. Assicuratevi di avere abbastanza fondi per lanciare il vostro ristorante o fast food e per mantenerlo in vita per almeno due anni. Il successo non è sempre immediato e sarà necessario un reddito sufficiente per rimanere a galla l’attività nel caso il numero di clienti non cresca come si vorrebbe. È inoltre necessario essere in grado di pagare canoni di locazione, assicurazione, attrezzature, forniture, prodotti alimentari, gli stipendi dei dipendenti, la pubblicità e molto altro ancora.

2. Assicuratevi che la vostra attività sia in regola. Per tale motivo informatevi sulle leggi urbanistiche e sui codici di salute e naturalmente è necessario acquistare una licenza commerciale. Scrivere un buon business plan che descriva le specifiche dei vostri obiettivi a lungo termine e a breve termine, il budget e gli altri costi e le strategie di marketing.

3. Se i fondi a disposizione non sono molto elevati, considerate anche l’acquisto in franchising di un fast food che ha già successo. In questo modo, investirete i vostri soldi in un business che ha una probabilità maggiore di realizzare profitti. Sarà comunque costoso, ma può essere più facile per voi ottenere un prestito.

4. Se invece si vuole creare un ristorante fast food indipendente, bisogna decidere in cosa tale attività è specializzata, quale categoria di clienti vuole attirare e cosa si può fare per rendere la vostra attività unica. In questo caso dovrete, infatti, affrontare una forte concorrenza dai fast food più popolari, quindi è necessario trovare qualcosa che renda la vostra attività diversa dalla altre e che sappia distinguersi dalla massa.

5. Decidere cosa si vuole servire nel proprio ristorante. Per esempio, si desidera vendere cibo cinese o il cibo messicano o hamburger o pizza? Sviluppare un menu di facile comprensione stabilendo un prezzo competitivo. Si consiglia di progettare un menu in cui sono presenti offerte speciali attraverso le quali i consumatori possono acquistare una combinazione di pasti a un prezzo inferiore.

6. Se non si desidera gestire il ristorante da soli, assicurarsi di assumere qualcuno che si occupi di tale lavoro ma che abbia esperienza e che ha già avuto successo in questo settore. Al tempo stesso si potrebbe decidere di assumere qualcuno che hanno avuto poca esperienza nel settore, ma sono però responsabili, laboriosi e con la volontà di essere formati.

7. Infine è necessario fare pubblicità al vostro ristorante/fast food. È possibile inviare volantini, pubblicità sui giornali o in altri media, su internet, ecc.

Detto questo passiamo all’analisi dei costi indicativi che bisogna sostenere per avviare tale attività. Il costo principale che bisogna sostenere è quello relativo all’acquisto della licenza commerciale. Per ottenere la licenza bisogna fare richiesta al comune in cui s’intende avviare l’attività e questa può essere o gratuita oppure a pagamento in questo caso il costo può essere molto elevato anche intorno ai 140.000 € naturalmente il costo varia da zona a zona. A tale costo si aggiunge poi il canone di locazione del locale che parte da una base minima di 1000 € al mese. E’ bene tener presente che il costo per il locale non deve superare la soglia massima del 10% dell’incasso.
Passiamo all’analisi dei costi per le attrezzature. Approssimativamente il costo per l’acquisto di attrezzature, e per un bancone e qualche sedia si aggira intorno ai 30.000 € così ripartiti: attrezzature per la cucina (frigoriferi, forni, friggitrice, ecc) 25.000€, sui 5.000€ tra bancone e sedie.
A questi costi vanno poi aggiunti anche le spese per offrire il servizio d’asporto quindi considerando un ristorante medio, diciamo che il costo per i contenitori porta alimenti si aggira intorno ai 500€ al mese. Bisogna poi anche considerare il costo per il furgone che si occuperà materialmente del trasporto degli alimenti. Il prezzo in questo caso è a partire da 9.000€.
Per la gestione di un ristorante di tale tipologia ci sono anche altri costi. In particolare per la messa in regola dell’attività bisogna considerare anche un importo che si aggira intorno ai 20-30mila euro l’anno destinati allo smaltimento dei rifiuti, altri 10.000 € per i sistemi di sicurezza HACCP e altri oneri vari.
Naturalmente bisogna poi tenere conto dei costi per l’energia elettrica affitto, per i dipendenti, tasse comunali, inps, assicurazioni, commercialista e ovviamente i prodotti alimentare che andremo a usare che incidono mediamente nella misura del 30/35% sul fatturato e inoltre non bisogna dimenticare il salario che voi percepirete in quanto gestore dell’attività.

Per il servizio di catering a domicilio?
Se tale attività è affiancata a quella di ristorazione/fast food ha un costo, diversamente se è un’attività a se stante ne ha un altro. Ma noi stiamo ipotizzando un’attività connessa a quella di ristorazione. Per cui ai costi sopra citati bisogna aggiungere i seguenti:

- Costi pubblicità: Per attività di Affissioni (2.000,00€), pubblicità in radio (4.000,00 €), pubblicità su giornali locali e nazionali (23.000,00 €), Depliant (2.000,00 €), Sito internet (2.000,00 €), Fiere (4.000,00 €) il costo si aggira intorno ai 37.000 €;
- Costi per attrezzature: Celle frigorifero e banchi da lavoro (circa 60.000€), tovaglie, bicchieri, posate, candelieri, secchielli, ecc (circa 35.000€) per un totale di circa 95.000€;
- Autoveicoli: Camion cucina (90.000€), Camion stoviglia (90.000€), cella semilavorati (40.000€) e furgone attrezzature (25.000€) per un totale di circa 245.000 €;
- Personale: 1 maitre (20.000€), 1 chef (20.000 €), 1 cameriere ogni 10 invitati (mediamente 100 € ad evento) per un totale di 40.000€ più il costo variabile per i camerieri.

Per cui facendo la somma di tutte le voci indicate per entrambe le attività svolte insieme l’investimento minimo richiesto è il seguente:
Attività di ristorazione/fast food circa 250.000€ + Attività di catering a domicilio circa 445.000€ per un totale di 695.000€. Un investimento consistente ma che se impostato nella giusta maniera può generare un alto profitto.

Allevamento di lumache. Vendita diretta al consumatore senza intermediari

Prima di decidere di avviare un allevamento di lumache è necessario tenere presente alcuni piccoli dettagli:
-L’investimento iniziale per l’apertura dell’allevamento è abbastanza sostanzioso (per un allevamento di circa 4000 metri quadrati per esempio l’investimento necessario è pari circa a 12 mila euro)
-il tasso di mortalità delle lumache appena nate è molto alto (ogni 40 uova all’anno prodotte da una lumaca circa il 5% non riesce a sopravvivere)
-Le chiocciole devono essere nutrite con vegetazione fresca e ben selezionate e possono essere messe in vendita solo dopo due anni
-E’ necessario ma molto difficile tutelarsi da roditori, gazze e cornacchie

Proprio per tutti questi motivi l’allevamento delle lumache è solitamente considerato soltanto come una fonte di reddito integrativa. In realtà i rischi che abbiamo elencato sono comuni a tutte le tipologie di allevamento e per riuscire ad avviare nel modo adeguato un’attività di questo genere è necessario conoscere non solo i rischi ma diventare dei veri e propri esperti. Non è possibile quindi improvvisarsi allevatori di lumache ma è necessario conoscere a fondo questa specie per riuscire ad allevarla nel modo adeguato.
Gli ingredienti fondamentali che possono fare di un allevamento di lumache un’attività di grande successo sono:
-Vendita diretta al consumatore senza passare attraverso intermediari
-Qualità del prodotto ottenuta soprattutto attraverso un’alimentazione adeguata meglio se con verdure prodotte direttamente all’interno dell’azienda
-Buone qualità commerciali

Come aprire una pompa distributore di benzina. Stazione di servizio

Aprire una pompa distributore di benzina è senza dubbio un ottimo investimento considerando che la richiesta di carburante, anche nei periodi di crisi maggiore, è sempre in crescita.
Per aprire un distributore di benzina è necessario presentare innanzitutto un progetto ai Vigili del Fuoco. In seguito è necessario farne esplicita richiesta , in carta legale, al Comune e in modo specifico allo Sportello Unico Attività Produttive. La richiesta non deve essere inoltrata al comune di appartenenza del richiedente bensì al comune in cui si vorrebbe aprire la pompa di benzina.
La domanda può essere inoltrata da:
cittadini dell’unione europea
cittadini che abbiano compiuto il 21 esimo anno di età
Alla domanda devono anche essere allegati i seguenti documenti in 5 copie:
una perizia giurata che confermi la validità del progetto
una certificazione che confermi la disponibilità dell’area
i disegni planimetrici dell’impianto
la ricevuta della consegna del progetto ai Vigli del Fuoco
Se si vuole vendere anche gas metano è necessario allegare anche sempre in cinque copie
copia della richiesta di allaccio alla rete di fornitura del gas metano
copia della richiesta di allaccio alla rete elettrica

Se il terreno su cui il distributore dovrebbe essere aperto è su una strada statale o provinciale la domanda deve essere inoltrata anche alla Provincia allegando inoltre
copia dell’istanza col timbro di ricevuta del Suap
rilievo aerofotogrammetrico (scala 1:5000)
rilievo del territorio (scala 1:2000) in cui siano visibili tutti gli elementi della viabilità come gallerie, diramazioni, dossi etc.
planimetria (scala 1:2000) con allegata una tabella di calcolo con evidenziata l’eventuale parte di territorio demaniale oggetto di occupazione

Una volta che la domanda è stata accettata e l’impianto costruito è necessario sottoporlo ad un collaudo. Se il collaudo va a buon fine non resta che scegliere la compagnia petrolifera. E’ possibile scegliere di affidarsi

ai grandi marchi che hanno prezzi di carburante più alti ma giocano sulla pubblicità e su strategie di marketing

alle pompe bianche ossia evitare di utilizzare loghi e marchi puntando così su prezzi vantaggiosi

E’ ovviamente possibile inserire anche altri servizi oltre al rifornimento di carburante come ad esempio il lavaggio delle macchine, il cambio dell’olio e il controllo delle gomme. E’ anche possibile aggiungere un bar o un piccolo negozio per la vendita degli accessori auto.

Aprire un centro demolizione e vendere pezzi auto usate su ebay.

Per aprire un centro di demolizione auto è  innanzitutto necessario ottenere un’apposita licenza che può  essere richiesta alla propria questura di competenza. Per la richiesta della licenza è  necessario compilare in ogni sua parte il modulo disponibile in questura e allegare i vari documenti elencati nel modulo.

Nel caso in cui la licenza venga erogata su di essa viene anche inserito il limite massimo di superficie che il centro di demolizione per l’auto può avere nonchè la quantità  di materiale che può essere accumulato. Viene indicato anche il tempo massimo di detenzione entro il quale i materiale devono essere inviati alla demolizione. In ogni caso questo tempo massimo non può superare i 180 giorni.

Per aprire un centro di demolizioni è anche ovviamente necessario aprire partita iva isrcrivendosi o come ditta individuale oppure come società .

Se dunque le spese di un centro demolizione sono elevate i guadagni di un centro del tipo sono assai elevati e variegati. Un centro demolizione, oltre che dalle normali demolizioni trarra guadagno dalla vendita di pezzi usati. Occorre dunque considerare la possibilità  di estendere il proprio mercato direttamente online o quantomeno su ebay.

In tale caso avremo infatti la possibilità  di ‘esportare’ molti dei nostri prodotti anche oltre la nostra zona. Dati alla mano un negozio su ebay che si occupa di pezzi per auto arriva a vendere 20-30 prodotti al giorno in tutta Italia. complice anche la recente crissi, sono infatti sempre di più le persone che acquistano i pezzi delle proprie auto su internet e che ripiegano su pezzi usati o d’occasione.

Come vendere su ebay
Come lavorare con un ecommerce online