L’indennità per maternità donne disoccupate. Leggi e Contratto lavoro

L’indennità per maternità è un diritto di ogni donna che decide di avere un bambino e, anche se non molte lo sanno, essa spetta anche a donne disoccupate o a lavoratrici sospese. In particolare tale indennità è riconosciuta anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro previsti dal contratto a termine, o di cessazione dell’attività dell’azienda cui la lavoratrice è addetta, che si verifichino durante i periodi di congedo di maternità sia “normale” che “anticipato”.  
Addirittura, secondo una sentenza della Corte di Cassazione (405/2001) l’indennità per maternità spetta anche alle lavoratrici licenziate per giusta causa.
Un elemento importante per definire il diritto all’indennità è il termina di tempo da cui ricorre lo stato di disoccupazione e cioè:
-se la lavoratrice è disoccupata da meno di 60 giorni, le spetta il nomale trattamento economico di maternità
-se la lavoratrice è disoccupata da più di 60 giorni, ha diritto al trattamento economico di maternità, a condizione che al momento dell’inizio del congedo per maternità risulti in godimento del trattamento di disoccupazione. In tal caso il sussidio per la disoccupazione viene sostituito dall’indennità per maternità.
-se la lavoratrice è disoccupata da oltre 60 giorni e non gode del trattamento di disoccupazione (perché nel corso degli ultimi 2 anni ha svolto lavori presso terzi non soggetti all’obbligo dell’assicurazione contro la disoccupazione) ha diritto a un’indennità giornaliera di maternità se non sono trascorsi più di 180 giorni dalla risoluzione del rapporto di lavoro e se, nell’ultimo biennio (che precede il suddetto periodo) risultano versati o dovuti a suo favore almeno 26 contributi settimanali nell’assicurazione obbligatoria per l’indennità di maternità. 

Cosa deve fare la lavoratrice che non ha un rapporto di lavoro dipendente privato nel momento in cui inizia il periodo di congedo obbligatorio?
Recarsi all’istituto di previdenza (INPS) e richiedere il pagamento diretto dell’indennità, non avendo possibilità di anticipazione da parte del datore di lavoro. 
La lavoratrice che avesse terminato un rapporto di lavoro presso un ente pubblico deve rivolgersi all’ultimo datore di lavoro per ottenere l’indennità.

Per fare un breve riepilogo hanno diritto all’indennità per maternità le lavoratrici che
hanno cessato l’attività da non oltre 60 giorni per:
*cessazione attività aziendale;  
* scadenza contratto a termine; 
* ultimazione della prestazione per la quale è stata assunta; 
* licenziamento per giusta causa a seguito di colpa grave
hanno cessato l’attività da oltre 60 giorni per:
* disoccupazione; 
* mobilità 
* cassa integrazione ordinaria;  
* cassa integrazione straordinaria
sono assenti o sospese dal lavoro senza retribuzione per:
* aspettativa per fatti personali; 
* sciopero; 
* altri motivi

In tutti gli altri casi è necessario informarsi preventivamente e con attenzione per valutare se si rientra in categorie che possono godere dell’indennità per maternità.
Quello che è davvero importante è che una donna deve sapere di essere tutelata nel momento in cui decide di avere un bambino, anche se sta vivendo una situazione lavorativa instabile o di disoccupazione.
Questo perché la maternità deve essere un diritto per tutte e ogni donna deve avere sentirsi libera, in ogni momento della propria vita, di decidere di diventare mamma.
Per questo ogni donna deve avere a disposizione tutti gli strumenti informativi per sapere cosa deve fare in caso di maternità, sia in condizioni lavorative standard, sia in un eventuale momento di transizione.



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