Contratto a termine. Contratti lavoro e leggi

Il mondo del lavoro è in continua evoluzione e una formula di contratto che sempre più spesso viene proposta è quella del contratto a termine. Si tratta ovviamente di un contratto di lavoro con una durata prestabilita. La legge prevede l’utilizzo di un contratto di lavoro a termine in caso di motivazioni tecniche, produttive, organizzative o sostitutive.
Secondo il decreto legge 368/2011, infatti, si prevede che possa essere utilizzato quando è necessario effettuare una sostituzione di personale, che ha diritto a conservare il posto di lavoro (esempi: sostituzione maternità), per lavori stagionali o in caso di servizi o opere di carattere straordinario e occasionale.
L’assunzione a tempo determinato deve essere regolata e concordata in un atto scritto, dove siano specificati la sua durata e il motivo, in mancanza di tale atto essa sarà considerata a tempo indeterminato.
La durata massima di un contratto a tempo determinato è di 3 anni. Alla sua scadenza esso può essere prorogato per una sola volta, per un totale massimo di 36 mesi complessivi.
Il rapporto di lavoro a tempo determinato può concludersi prima della scadenza fissata in alcuni casi:
se il lavoratore o il datore di lavoro rescinde anticipatamente il contratto (in tal caso la parte che non rispetta il contratto può essere obbligata a risarcire i danni);
se entrambe le parti decidono di comune accordo di interrompere il rapporto di lavoro;
per giusta causa, cioè per un motivo che non rende proseguibile la collaborazione

Quali sono i diritti e i doveri di un lavoratore a tempo determinato?
Il lavoratore a tempo determinato ha gli stessi diritti e gli stessi obblighi di un lavoratore a tempo indeterminato: diritto alle ferie, alla tredicesima e a qualsiasi altro provvedimento in vigore in azienda, rispetto al periodo di lavoro svolto.
Il lavoratore assunto a tempo determinato dovrà ricevere una formazione adeguata, allo svolgimento, senza rischi, delle mansioni per cui è stato assunto. I contratti collettivi di lavoro stabiliscono quali sono gli strumenti formativi adeguati, in modo da favorire la professionalizzazione del lavoro a tempo determinato e agevolarne quindi la carriera e la mobilità.

La legge vieta l’assunzione di lavoratori a tempo determinato nei seguenti casi:
per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero
per la sostituzione di lavoratori in cassa integrazione
in reparti produttivi dove, nei sei mesi precedenti, siano avvenuti licenziamenti di lavoratori adibiti alle stesse mansioni
in imprese che non hanno effettuato la valutazione dei rischi sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori

Ci sono inoltra altre condizioni in cui il contratto a tempo determinano non può essere applicato e cioè: in caso di tirocinio, in caso di contratto di apprendistato, in caso di contratto di formazione e lavoro e in caso di lavoro temporaneo.
Inoltre esistono alcune figure professionali, che rivestono ruoli che non possono essere regolati da tale contratto e in particolare: dirigenti, manodopera assunta nel settore del turismo o della pubblicità per prestazioni specifiche non superiori ai 3 giorni, rapporti di lavoro a termine in agricoltura e in aziende che esercitano attività di esportazione, importazione e commercio all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli.

Per la conoscenza specifica di tutto quanto riguarda la somministrazione del lavoro a tempo determinato si può far riferimento alla specifica normativa che lo riguarda, cioè il DLgs 368/2001, che altro non è che l’attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall’UNICE, dal CEEP e dal CES.



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